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Utente: CUSA
Nome: CUSA
Siamo nati ai fini di ricercare, costruire e diffondere un umanesimo anarchico, senza alcun tipo di monopolio su questo concetto. Siamo aperti ed alla ricerca di contributi da parte di tutti/e coloro che si riconoscono in questo progetto. I testi firmati esprimono il pensiero personale dei singoli autori dentro quello comune. I nostri principali interessi sono la vita e la libertà. Quindi l'autoemancipazione di tutti/e le oppresse e gli oppressi. Della lotta per la quale siamo pienamente parte, ed alla quale offriamo dei nostri contenuti. Ci interessa stringere rapporti con tutto l'universo anarchico e libertario - pur mantenendo la nostra indipendenza - al fine di promuoverne l'incontro ed il coordinamento.

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domenica, 01 novembre 2009

Muri e utopie

  In occasione del 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino


 CUSA – UmanesimoAnarchico ed il gruppo Collettivo Mensa, in contemporanea col Libero Ateneo della Decrescita di Roma e con la partecipazione del Collettivo Libertario Fiorentino, presentano


 MURI E UTOPIE
Muro Berlino
Incontro conclusivo dell'Anno Antiaccademico 2008/09, ma anche primo di quello 2009/10


 CADUTA DEL MURO / FINE DEI MODELLI DEL '900 / STRADE DI OGGI


 Ci porremo alcune domande, raccontando, leggendo, citando e discutendo. Proveremo a fare delle proposte concrete per il futuro prossimo. Metteremo in comunicazione punti di vista diversi, coerentemente con la nostra preferenza per le PORTE rispetto ai MURI:


 

  1. Come è stato possibile che il socialismo, sogno di emancipazione degli oppressi, si sia trasformato nell'incubo del totalitarismo?

  2. Quali altre voci e quali sue diverse versioni, opponendosi, lo avevano ampiamente previsto?

  3. Nel bel mezzo della crisi dell'altro modello della modernità occidentale, quello capitalista, è possibile trovare una via alternativa che non sia né il terzomondismo, né lo statalismo, né l'integralismo religioso?


 Bibliografia e discografia:

  • GEORGE ORWELL, Omaggio alla Catalogna, La fattoria degli animali, 1984

  • CAMILLO BERNERI, Umanesimo ed Anarchismo

  • ANDREA PAPI, Per un nuovo umanesimo anarchico

  • GUY DEBORD, La società dello spettacolo

  • LEV TOLSTOJ, Guerra e pace

  • M. K. GANDHI, Teoria e pratica della Nonviolenza

  • FABRIZIO DE ANDRE', Storia di un impiegato

  • FRANCESCO GUCCINI, La primavera di Praga


 

FIRENZE, LUNEDI' 9 NOVEMBRE ALLE ORE 17:00 PRESSO LA TINAIA DI S.LORENZO, ALL'ANGOLO FRA VIA PANICALE E VIA CHIARA, ACCANTO ALLA PIAZZA DEL MERCATO CENTRALE.

(ci riscalderemo dal freddo autunnale con le parole e un po' di vino).


 Nell'ambito del comune progetto di Anno Antiaccademico Libertario

Per info: www.cusa.splinder.com umanesimoanarchico@gmail.com

postato da: CUSA alle ore 21:34 | link | commenti (2)
categorie: eventi e iniziative

Che cos'è l'Anno Antiaccademico Libertario?

 

L'Anno Antiaccademico Libertario vuole essere un coordinamento di incontri ed iniziative culturali aperto a tutti quei gruppi, circoli, sindacati, associazioni, organizzazioni o singole individualità che si riconoscono complessivamente nelle idee libertarie (escludendo evidentemente da questo concetto le infami formazioni di destra che se ne sono appropriate secondo la loro abituale mafiosaggine, come Destra Libertaria e l'anarco-capitalismo).

Il concetto è semplice: ogni singola realtà aderente si autorganizza per autoprodurre i propri incontri sui temi che ritiene più opportuni o inerenti alla sua specifica identità. Dopodiché – attraverso un coordinamento da tenersi possibilmente con una mailing list – viene affidata in maniera circolare ad un gruppo alla volta la responsabilità di realizzare via via un calendario comune delle diverse iniziative nelle varie città, e ad ogni singolo gruppo quella di diffonderlo parallelamente alle proprie iniziative.

In pieno stile antiaccademico, l'augurio è che gli incontri si svolgano in forma il quanto più possibile lontana da quella di una lezione, e quindi il quanto più circolare e partecipata possibile. Allo stesso modo, ad essi dovrebbero fare seguito delle proposte per delle iniziative concrete sul territorio.

Ogni realtà o singolo interessata/o può mandare la propria richiesta di adesione all'indirizzo anno.libertario@inventati.org. Sarà poi il coordinamento stesso – che attualmente vede impegnati il Libero Ateneo della Decrescita (Roma), CUSA - UmanesimoAnarchico (Firenze) ed il gruppo Collettivo Mensa (Firenze) – ad accettarla qualora i contenuti e le finalità siano corrispondenti con quelle del progetto.

In questo modo dovrebbe venirsi a creare (secondo le nostre intenzioni) un coordinamento del tutto decentrato e privo di qualsiasi struttura dirigente, il quale possa anche rappresentare una sperimentazione per il futuro del movimento tutto.

Per ulteriori informazioni scrivete ad umanesimoanarchico@gmail.com

postato da: CUSA alle ore 21:09 | link | commenti
categorie: anno antiaccademico
domenica, 18 ottobre 2009

Il razzismo è una storia (anche) italiana

 

L'Italia – ci dicono fin dalla scuola elementare – è una Repubblica nata dalla Resistenza contro il nazi-fascismo, cioè contro il fenomeno storico razzista per antonomasia. Secondo gli amanti della Costituzione Italiana (da molti considerata come una delle più progressiste del Mondo) l'Italia dovrebbe perciò essere legalmente immune alle discriminazioni razziali, come si suppone che dovrebbe esserlo alla guerra o alla possibilità di fare il Presidente con 3 televisioni private, processi su processi in corso e mezza stampa, editoria e mafia sotto il proprio controllo.No razzismo

Si tratta evidentemente di miti che ogni giorno di più si stanno scontrando con la realtà dei fatti. L'Italia è un territorio che negli ultimissimi decenni sta attraversando un processo irreversibile di trasformazione del tessuto sociale, con l'arrivo di milioni di immigrati. Un processo tanto più incontrollabile quanto più causato dalla crescita degli squilibri, delle disuguaglianze, dello sfruttamento che il “progresso” capitalista impone.

E quanto più questo processo si rivela essere incontrollabile, tanto più lo Stato tende a reagire in maniera reazionaria e conservatrice. Per sua stessa natura, atta appunto a controllare e disciplinare una società dentro un determinato territorio.

Lo fa la Destra – certo – in quanto fenomeno politico e sociale in seno al quale il razzismo, come paradigma culturale e come teoria “scientifica”, storicamente è nato. Ma lo può distillare anche la Sinistra – seppur in maniera e su un piano diverso – perché chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Così succede che “paradossalmente” chi va con la Costituzione impara lo Stato ed apre i Centri di Permanenza Temporanea, creando la categoria di “clandestino”. Ci penseranno poi i colleghi della parte opposta – loro sì che se ne intendono – a completare l'opera trasformandoli in Centri di Identificazione ed Espulsione, e introducendo il reato di clandestinità.

Ma la questione riguarda anche il concetto stesso di razza, poiché razzista non è solo colui che pensa e agisce in termini di superiorità razziale. Il razzismo - secondo lo stesso senso letterale del termine - significa mettere la razza al centro della visione di sè e degli altri. Al contrario, come scriveva l'anarchico Camillo Berneri, soltanto colui che vede in ogni uomo prima di tutto l'uomo, soltanto colui è un umanista.

In questo senso, per noi ciò che è umano va oltre qualsiasi altro tipo di fattore, quindi anche naturale, evolvendolo per il tramite della comunicazione coscienziale e intenzionale verso una comune e multiforme identità umana. Perciò è lo stesso naturalismo che può dare l'incipit al razzismo, il quale a sua volta - mischiandosi con un clima culturale di tipo religioso - produce il concetto di superiorità razziale.

Noi non taceremo mai il fatto che l'Italia è oggi uno dei Paesi direttamente responsabili delle stragi di esseri umani che muoiono affogati in mezzo al Mediterraneo, come lo è delle guerre imperialiste in Iraq ed in Afghanistan.

E in mezzo a tutto ciò, ci sentiamo ogni giorno un po' meno italiani (se mai ci siamo sentiti tali), e ogni giorno di più cittadini del Mondo (se mai ci siamo sentiti diversamente).

Eduardo Olmi

postato da: CUSA alle ore 16:45 | link | commenti
categorie: posizioni
venerdì, 09 ottobre 2009

Appello manifestazione antirazzista Roma 17 Ottobre

Manifestazione Nazionale Antirazzista

ROMA 17 OTTOBRE 2009
Piazza della Repubblica, ore 14.30

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃

• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro

Comitato 17 ottobre

Per info: 17ottobreantirazzista.org

per venire in piazza con CUSA, scrivete sul blog o su umanesimoanarchico@gmail.com

postato da: CUSA alle ore 05:44 | link | commenti (6)
categorie: eventi e iniziative
martedì, 06 ottobre 2009

Fermiamo l'omofobia dilagante

Stiamo assistendo a un ritorno dell’odio omofobo, un rinnovato pregiudizio neiNo omofobia confronti di chi in egual misura ai "normali", vuol manifestare apertamente il suo affetto e amore nei confronti dell’altra persona. Una stupida ostentazione di virilità è alla base di questa violenza, il machismo esasperato (magnificamente descritto da Caparezza in “un vero uomo dovrebbe lavare i piatti”). Con tutta la forza del cuore e lo sdegno della ragione difendo (anche con la vita se sarà necessario) chi vuole unirsi senza vergogna rifiutandosi di rinchiudersi in un confine. Come diceva Harvey Milk promotore dei diritti civili dei Gay “Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese”. Il cuore di chi veramente ama e conosce l’amore non si prefigge schemi di condotta. La voglia di metter ordine e categorizzare tutto lasciamola ai funzionari dello stato sempre più tiranno, ai burocrati dello stato servitori e non a noi avidi pensatori e fieri sognatori….

Con Affetto

Francesco Albino

 

 

postato da: CUSA alle ore 11:55 | link | commenti (3)
categorie: attualità
venerdì, 25 settembre 2009

4^a Vetrina dell'Editoria Anarchica e Libertaria

A Firenze dal 2 al 4 Ottobre si terrà la quarta edizione della Vetrina dell'Editoria Anarchica e Libertaria, organizzata dal Collettivo Libertario Fiorentino. Saremo presenti con un nostro banchino. Se volete venirci con noi contattateci sul blog o su umanesimoanarchico@gmail.com

Di seguito il programma della tre giorni:

PRESENTAZIONI, DIBATTITI,

PROIEZIONI

VENERDI 2 ottobre

ore17,15-18,00

Sergio Rossi: “ Il Movimento 2

Giugno Scritti e testimonianze”

ore 18,10- 18,55

Edizioni La Fiaccola: “ Venga un

giorno meraviglioso come oggi”

di S. Rossi

ore 19,05-19,50

Arkiviu bibrioteka “ T. Serra”:

“ Storia dell’anarchismo in Sardegna

dal secondo dopoguerra ai

primi anni ‘90”di T. Pistis

ore 19,15- 20,30

Archivio Storico degli Anarchici

Siciliani: proiezione “ Un grido

attaccato al muro”

ore 20,00-20,45

Archivio Famiglia Berneri-Aurelio

Chessa: “ Leda Rafanelli tra

letteratura e anarchia”

ore 20,55-21,35

Edizioni Zero in Condotta:

“ Canto Anarchico”

SABATO 3 ottobre

ore 10,30-11,15

Edizioni Elèuthera: “Spagna ‘36”

Claudio Venza

ore 11,00-12,00

ApARTe: proiezione “Ventotene”

ore 11,25-12,10

Edizioni Galzerano: “La banda del

Matese”di B. Tomasiello

ore 12,20-13,05

Stefano d’Errico:

“Anarchismo e politica.”

ore 14,00-14,45

MASA: presentazione del MASA

(Network of anarcho-syndacalists)

ore 14,55-15,40

Gruppo Malatesta: “A come Anarchia”

ore 15,30-18,00

DIBATTITO: “Trasformazioni

urbane e controllo sociale”

Relatori: Gabriella Paolucci,

Davide Bazzini, Paolo Cottino,

Carlo Cellamare.

ore 15,50-16,35

Edizioni La Baronata:

“Gli anarchismi. Una breve

introduzione.”di F.Codello

ore 16,45-17,30

Centro de Cultura Social:

presentazione del libro di

Ana Godoy e Margareth Rago

ore 17,40-18,25

Edizioni Elèuthera:

“A cerchiata”M. Rovelli, G. Chinnici

ore 18,00-20,30

DIBATTITO: “Educare ad essere:

esperienze, problematiche,

prospettive per una educazione

libertaria”. Relatori:

Francesco Codello, Annalisa Pinter.

ore 18,35-19,20

ApARTe: “Ricette anarchiche”

di R. De Michele

ore 19,30-20,15

Voce Libertaria: presentazione

del periodico

ore 20,25-21,05

Edizioni Zero in Condotta:

Storia d’Umanità Nova

DOMENICA 4 ottobre

ore 10,00-11,00

Coordinamento Vetrine:

confronto tra i partecipanti alla Vetrina

ore 10,30-11,15

Pino Vermiglio:

“Schiaffi, carezze e altro...”

ore 11,25-12,05

Edizioni Zero in Condotta:

“Rivoluzione ecologica”

ore 11,30-12,00

Factory artistica

videoproiezioni di Stefano T.

KUNSTBAUTEN:

ore 13,00-13,45

Edizioni Le Nubi: “L’inutile.

Attraverso le pieghe di un pensiero

irragionevole”di M. Caponera

ore 13,00-14,00

Produzioni “Cico Movies” cinque

corti di M. Bignardelli e U. Agostinelli

ore 13,55-14,40

Rino Ermini: “Non vale la pena di

vivere per meno di un sogno”

ore 14,50-15,35

Andrea Papi: “ Per un nuovo

umanesimo anarchico”

ore 15,00-16,30

DIBATTITO: “Pop, rock, folk

nell’attuale società dei consumi”

Introduce Roberto Zani

ore 15,45-16,30

Il Primitivo editore “La nascita

dell’agricoltura”

ore 16,40-17,35

Carlo Capuano: Storia del

nazionalsocialismo

ore 17,45-18,30

Leonhard Schaefer: “ Testamento

politico di Erich Mühsam:

l’anarcocomunismo”

ore 18,40-19,25

Gruppo Kronstadt toscano:

“Storia dell’anarchismo volterrano”

ore 20,00-21,00

Proiezione: “Storia degli anarchici

della Lunigiana” di C. Ramsauer

MOSTRE

Arte&Anarchia 2008-2009: opere

Elèuthera: mostra fotografica “A cerchiata“

Factory artistica

A.D.O. (illustrazione);

Sara Olli (pittura);

Sonia (fotografia);

Pirate Ink (scultura con materiali

riciclati);

Nikò (pittura, grafica);

Max (pittura)

Carlo Capuano:

vignette “Vita da sudditi”,

“Homunculus Berluscodemens”

ASAS:manifesti della guerra civile

spagnola

Gavella: manifesti sul cinema anarchico

Coordinamento Vetrine:

esposizione bozzetti per il manifesto

di questa edizione della Vetrina

KUNSTBAUTEN:

PERFORMANCES

VENERDI 2 ottobre

ore 21,30-24

“Libertà è una parola che finisce con é”

De André-Ferré

Tavola rotonda : Paolo Finzi,

Gianni Guastella, Alessio Lega,

Piero Mjlesi, Marco Pandin

Intermezzi musicali: Andrea Cito

Alessio Lega, Filippo Frullano

DOMENICA 4 ottobre

ore 16,00

Laboratorio: “Comunicazione e

immaginario ecologico: dalle

culture popolari alle letterature

postcoloniali” con Matteo Podrecca

- Libero Ateneo della Decrescita

ore 18,00-19,30

“Darwin spiegato al popolo”:

Marco Vannini, Pardo Fornaciari,

Mario Cardinali,

Introduce Baldo Conti

ore 19,30

"Senza Dio e Senza Padroni" :Walter Siri

NEI TRE GIORNI

“Omaggio alla tipografia libertaria

Caratteri mobili in diretta”

MUSICA e TEATRO

VENERDI 2 ottobre

ore 17,00-18,00

Musica:

“Collettivo Folcloristico Montano”

ore 18,00-19,00

Teatro: Operculumtheatre:

“Storie e ballate di uomini,

dentisti & belve” Andrea Trerè,

Patrizia Diamante

SABATO 3 ottobre

ore 15,00-15,30

Intervento musicale di Marco Rovelli

ore 21,15-22,30

Teatro: Laboratorio Amaltea:

“ Ai confini delle nazioni”

Regia di Patrick Duquesne

ore 23,00-24,00

Musica: “La Contrabbanda”

DOMENICA 4 ottobre

ore 16,45-17,45

Centro de Cultura Social:

lettura drammatica di “Bella ciao”

ore 21,00-22,00

Musica: “Nico & the Genless3” e

“A soft cloud”

ore 22,00-23,00

Musica: “Hard Coro De’ Marchi”

ore 23,00-24,00

Musica: “Cantantico”

postato da: CUSA alle ore 02:02 | link | commenti (1)
categorie: eventi e iniziative
domenica, 13 settembre 2009

La tragedia dell’alluvione in Burkina Faso, la terra degli uomini…diversi dai politici

Due giorni prima della partenza mando un SMS a Riccardo per ricordargli che – come d’accordo –  lo avrei chiamato il giorno dopo per salutarlo e fargli sapere l’orario preciso del mio arrivo all’aeroporto di Ouaga. La risposta mi arriva solo dopo la mezzanotte: “Oh Edo, oggi ci è successa una cosa incredibile, ma te la dirò solo quando arrivi, non prima.” Rispondo senza molta convinzione: “Ok, spero solo che sia una cosa buona…”020

Rimaniamo d’accordo che per spendere meno sarà lui a chiamarmi il giorno dopo, ma non sentendolo fino al tardo pomeriggio mi preoccupo un po’ e afferro il cellulare per ripetere la strategia dell’SMS. Stavolta la risposta arriva immediata: “Edo, oggi ha piovuto in maniera esagerata. I barrage hanno straripato e la città è allagata.” Affogo in un pensiero ribelle le mie paure di ragazzo occidentale che non è mai stato in Africa e comincio a capire che le cose incredibili sono all’ordine del giorno, in Burkina Faso.

Ci sono apparentemente ben poche ragioni per scegliere di organizzare le proprie sole due settimane di ferie dopo un mese e mezzo di straordinari, acquistando un biglietto Firenze-Parigi/Parigi-Ouagadougou. Se non quella di avere un amico che è presidente fiorentino dell’associazione internazionale “Ingegneri Senza Frontiere” e che si trova giù da oltre un mese insieme ad altri attivisti, per lavorare ad un progetto sulla qualità dell’acqua a Tougouri, un villaggio situato in una delle regioni più povere del Paese, in piena savana. Ma più nel profondo, c’è la voglia di scoprire come vive e come pensa un popolo che le statistiche ONU considerano fra i 5 più poveri del Mondo. Chiedendosi come si chiedeva Gerardina Trovato in uno dei suoi dischi: “Chissà se si muore davvero”.

Poiché non ne capisco davvero niente di ingegneria, per il bene della gente del posto sono già  d’accordo da mesi con Riccardo che arriverò solo il 2 Settembre, quando cioè il periodo di lavoro al progetto sarà terminato, e andremo a farci un giro insieme per il Paese. Ed al mio arrivo tutto sembrerebbe tranquillo. Capisco però fin dalla prima sera che non sarà un viaggio come tutti gli altri. Siamo a cena fuori io, lui e Lara, l’unica ancora rimasta dell’equipe di ISF che sarà con noi per tutta la prima parte del viaggio. La cronaca che mi restituiscono è drammatica:

021Quest’anno la stagione delle piogge è arrivata in ritardo e la scarsa acqua caduta fra Luglio ed Agosto – solitamente i mesi centrali – faceva già presagire un’annata difficile soprattutto nelle campagne, dove in assenza di corsi d’acqua i pochi mesi di pioggia sono fondamentali ad un’agricoltura molto spesso di sussistenza. Poi improvvisamente il 1° Settembre ha diluviato ininterrottamente dalle 04:30/05:00 del mattino fino alle 03:00 del pomeriggio, rovesciando al suolo su più o meno tutto il territorio circa 300 mm d’acqua, ovvero circa un terzo in un sol giorno dell’intera media annuale delle precipitazioni nel Burkina. Anche nei vicini Senegal e Mali sembra che si siano verificate precipitazioni di proporzioni simili.

Ad Ouagadougou – la capitale, nella quale ci troviamo – come già mi anticipava Ricca i barrage, ovvero gli sbarramenti-diga dei corsi d’acqua che ne forniscono alla città, hanno straripato allagandola e riempiendosi a loro volta di cadaveri. All’ospedale cittadino hanno praticamente dovuto allestire un reparto di rianimazione in strada, tante erano le persone che avevano bisogno di una maschera ad ossigeno. Le stime attendibili parlano di almeno 30 morti e di 150.000 sfollati, la cui abitazione è andata distrutta ed i quali hanno perso tutto quel poco che avevano. Tutto questo soprattutto nelle periferie, ed in particolare nelle così dette “zone non lottizzate”, dove cioè le capanne di fango non sono neanche riconosciute dall’amministrazione municipale e considerate “sicure”.

Stime che Riccardo ha potuto avere solo grazie al suo amico Ousmanne dell’ONEA, ovvero la società statale di potabilizzazione e diffusione delle acque. Perché il governo ha dichiarato solo 8 morti in tutto il Burkina – nonostante abbia ufficialmente chiesto lo stato di calamità naturale – mentre rifiuta gli aiuti volontari offerti da cittadini occidentali per evitare che la verità travalichi i confini del Paese. Ma le stesse stime di Ousmanne sono stime al ribasso, poiché nessun ente governativo è in grado di sapere cosa sia successo veramente nelle zone non lottizzate – dove verosimilmente vive quasi la metà della popolazione reale della capitale – in quanto per lo Stato la gente che abita lì semplicemente non esiste. Dunque è probabile che il vero numero attendibile di vittime possa superare il centinaio.Il quartiere di Sondgo distrutto dall

Davanti ad un buon piatto di Brochette de Capitaine (spiedone di pesce tipico locale), Ricca e Lara mi fanno sapere che hanno già parlato con Sina – la nostra guida del posto, amico e collaboratore del gruppo ISF – per andare il giorno dopo a visitare alcune delle zone della città devastate dall’alluvione. Ci sentiamo subito in dovere di rompere il muro di silenzio e menzogne innalzato dal regime, per far giungere la verità e l’informazione anche in Italia. E’ così che il 3 Settembre verso ora di pranzo ci troviamo nel quartiere di Bonam dentro uno dei tanti Kabare, ovvero le capanne dove la gente si ritrova fra amici e familiari per discutere bevendo Dolo, una specie di birra di miglio, ideale per far venire la prima diarrea africana a qualsiasi occidentale. L’argomento del giorno è pressoché scontato. Sina prende la parola ed esclama: <<E’ stato capace di trovare solo 25.000 posti in totale con più di 150.000 sfollati nella sola Ouaga. A lui fa comodo smaltire un po’ della popolazione di troppo nelle periferie non lottizzate. Lui vi regala le magliette in campagna elettorale e voi lo andate a votare. Ora che non avete più la casa…tenetevi pure le magliette!>>.

Il “lui” a cui si riferisce è Blaise Compaoré, il presidente\dittatore che dal 1987 ormai è alla guida del Burkina Faso grazie all’ultimo di una serie di golpe militari iniziati dal 1966 – appena 6 anni dopo l’ottenimento dell’indipendenza dalla Francia – al quale dal 1991 ha provato a dare una parvenza di democraticità vincendo ripetutamente le elezioni. Peccato che – mi spiega Riccardo – i 4 partiti di opposizione siano col tempo confluiti tutti nella coalizione guidata dal partito di Compaoré, anche perché chi si oppone veramente alle politiche ed alla corruzione del presidente viene con una certa facilità fatto fuori di nascosto. E pensare che a quanto si vocifera, Blaise sarebbe persino candidato a vincere il premio nobel per la pace grazie al sostegno della massoneria francese, in virtù della sua “mediazione” nel conflitto in Costa d’Avorio. Dove sotto la copertura dell’intervento diplomatico, manderebbe segretamente delle truppe burkinabé per far riempire di diamanti i cadaveri dei soldati che devono rientrare in patria. Facendo poi confluire una buona parte del bottino verso le multinazionali europee, cosa che diventa magicamente legale essendo il Burkina un paese formalmente non coinvolto in quello e in nessun altro conflitto. Prodigi del diritto internazionale.

Dopo pranzo ci spostiamo fra gli acquitrini verso il quartiere di Sondgo, poco distante dalle zone non lottizzate. Qui la furia delle acque sembra aver danneggiato o raso al suolo quasi tutto. Abbiamo modo di parlare col responsabile di quartiere, il quale ci dice: <<E meno male che la pioggia è iniziata di primissimo mattino, quando un po’ di gente era già in piedi per iniziare a lavorare. Se il diluvio fosse arrivato in piena notte molti sarebbero rimasti schiacciati sotto il peso delle proprie case e capanne crollate, e saremmo ancora qui a contare i cadaveri. Gli sfollati sono rifugiati provvisoriamente dentro la scuola, ma dal 1° Ottobre ricominceranno le lezioni e dovranno andarsene. Lo Stato non sborserà un franco per la ricostruzione, gli aiuti umanitari che fa arrivare non bastano neanche a far mangiare una volta al giorno la gente qui nella scuola. Chi non potrà pagare per rifarsi la casa tornerà verso i villaggi nelle campagne, dove sicuramente farà la fame non avendo potuto coltivare niente durante la stagione delle piogge>>.

027Mentre cerco confuso di prendere appunti, in poco tempo molta della gente presente davanti dalla scuola –  decine fra uomini, donne, bambini e bambine – si è accalcata intorno a noi, pensando forse che un gruppo di occidentali potesse essere lì per risolvere la situazione. Eli, un amico di Sina ci dice: <<Ho 46 anni. Mai vista una pioggia del genere. L’acqua arrivava fino alla vita. Anche i vecchi dicono che era da più di cinquant’anni che non pioveva in questo modo>>. Impossibile allora non chiedersi quanto tutto ciò possa avere a che fare con i cambiamenti climatici che sempre più repentinamente si stanno verificando sulla Terra negli ultimi decenni, e dei quali i primi a fare le spese sono proprio coloro che non ne sono responsabili. Quando torniamo verso la macchina Riccardo sembra pensieroso. Poi a un certo punto indica con la testa la scuola ormai alle nostre spalle e mi fa: <<Non voglio fare il pessimista, ma secondo me la metà di questa gente al prossimo anno non ci arriva…>>. Lui la vita qua e le sue aspettative le conosce bene. Ed allora ci sentiamo inermi al pensiero che quello di Sondgo è comunque solo uno dei tanti quartieri di periferia che versano sicuramente in condizioni simili, al confine con zone non lottizzate e andate probabilmente distrutte. Senza contare quel che può essere successo nelle altre città e nei villaggi.

Ma quello che ci lascia veramente inermi – noi che veniamo da una parte del Mondo dove ci si azzuffa per un divieto di sosta – sono la forza e la vitalità con le quali i burkinabé reagiscono ad una catastrofe di queste proporzioni. Non si sente mai un bimbo o una bimba che pianga, mai una scena di disperazione. Tutti continuano nella loro cordialità secolare a salutarti sorridenti ovunque passi e sebbene non ti conoscano minimamente. Tra un calcio e l’altro dato a piedi scalzi a palloni sgonfi e spesso bucati – sognando Eto’o e Drogba – i bambini per le strade fanno a gara entusiasti per venirti a stringere la mano dicendo <<bon jour!>>. Ed esclamando <<nassara!>>, <<bianco!>> in lingua more, ovvero la lingua originaria dei Mossi, la principale etnia del Paese.

E non potrebbe essere diversamente: siamo in “Burkina Faso”, alla lettera, la “terra degli incorruttibili” o “degli uomini onesti”. Come non a caso volle ribattezzarla dal vecchio nome coloniale di Alto Volta, Thomas Sankara – il “Che Guevara africano” – all’indomani del colpo di Stato che nel 1984 avrebbe dato tante speranze ed illusioni al popolo. Prima che il suo vecchio amico e compagno Blaise lo facesse arrestare, fucilare e poi denigrare durante tutti questi anni di potere incontrastato. Una terra degli uomini sicuramente molto diversi dai propri governanti. Anche questo ho iniziato a capirlo ben bene fin dalla prima sera a cena, quando Riccardo e Lara hanno anche deciso di svelarmi cosa fosse quella cosa incredibile che era accaduta loro il giorno prima dell’alluvione:

<<Verso il tardo pomeriggio siamo andati con Ousmanne e suo cugino a farci un giro in motorino per Ouaga 2000, il nuovissimo quartiere ricco della città. Siamo passati davanti al palazzo presidenziale che è più grande della Casa Bianca – giusto per vederlo da fuori – dove abita e governa Compaoré. Giravano alcune auto ed alcuni motorini tutti in borghese, apparentemente tutti passanti come noi. Fin quando un’auto di queste ci ha sorpassati e bloccato la strada. Sono arrivati anche altri in motorino e gente sbucata dalle siepi, tutti armati. Dall’auto è sceso un uomo che ci ha ritirato a tutti i documenti, ci ha fatto perquisire zaini e macchine fotografiche e poi ha fatto una parte assurda ai nostri due amici, dicendo loro che dovevano sapere che quell’area era interdetta al traffico la sera e la notte>>.

Nessuno degli uomini che li ha fermati e perquisiti si è mai minimamente qualificato. Ma hanno saputo dalla loro amica Serena della missione della Diocesi di Lucca che si trattava della polizia personale del presidente, con tanto di capo sceso dalla macchina. Ousmanne dice che hanno avuto paura della presenza di due occidentali e che probabilmente li hanno tenuti lì ore in stato di fermo in un punto preciso e separato perché pieno di microfoni nascosti, aspettando che si dicessero qualcosa che potesse incastrarli. Dice anche che è possibile che adesso qualcuno di loro quattro abbia il telefono sotto controllo e che se non si fossero fermati avrebbero anche potuto sparargli. Il giorno dopo Ricca e Lara vanno a riprendere i documenti, ma la telefonata del capo a Ousmanne non si fa attendere: <<Ho tenuto una copia dei vostri documenti, ora siete sulla banca dati della polizia>>. E’ un messaggio in codice per far capire che i due occidentali hanno mancato di una “cortesia”. Il giorno dopo Ousmanne va e paga la consueta tangente.

Serena della Diocesi di Lucca dice anche che da Youtube sono spariti dei video che029 testimoniavano la tragedia dell’alluvione e che il regime userà sicuramente le finte promesse di ricostruzione per la campagna elettorale in vista delle elezioni che si terranno nel 2010. Il popolo burkinabé non merita tutto questo – come non lo merita nessuno – e non merita il silenzio sotto il quale la verità è stata censurata. Un popolo di cui è impossibile non innamorarsi e che ameremo ancora di più il giorno in cui sapremo che un tiranno in meno calpesta – almeno come tale – il suolo di questa Terra. Mentre rientriamo a casa in taxi dal nostro giro per le periferie, passiamo vicino ad un cantiere nei pressi di un altro quartiere distrutto. Il tassista si rivolge ironico a Sina: <<Hai visto? Fra poco qui avremo un bel sovrappasso ipermoderno al posto dell’incrocio…>> e poi facendosi serio <<dovrebbero preoccuparsi di costruire un bel sistema di drenaggio della città fatto come si deve, è di questo che abbiamo veramente bisogno!..>>. Allora Sina lo apostrofa sibillino: <<Sai com’è, col 60% di analfabeti…ogni paese ha quello che si merita>>.

EDUARDO OLMI

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categorie: attualità
martedì, 01 settembre 2009

3 punti per aprire una discussione nella FICEDL

Abbiamo aderito alla XIV Conferenza della Federazione Internazionale dei Centri di Documentazione Libertari, che si terrà a Pisa presso la biblioteca "Franco Serantini" dal 4 al 6 Settembre.

Questi sono i punti sui quali proporremo di aprire una discussione a tutti/e i compagni e le compagne durante il lavoro per i seminari:

1. UMANESIMO E NON ANTROPOCENTRISMO:

E' possibile un umanesimo che non sia antropocentrico e specista? Le caratteristiche della specie umana sono genuinamente evolutive, e non la pongono perciò in una posizione di superiorità rispetto alle altre specie.

2. ANARCHISMO ED INTERIORITA':

Siamo degli automi oppure abbiamo facoltà di scegliere? L'interiorità e la soggettività come dimensioni esistenziali.

3. ANARCHISMO E VIOLENZA:

Se mezzi e fini sono la stessa cosa, la violenza è un aspetto centrale della rivoluzione libertaria? Oppure la violenza è il mezzo di conservazione e concentrazione del potere?

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categorie: eventi e iniziative
giovedì, 27 agosto 2009

Fédération internationale des centres d’études et de documentation libertaires


Italia, Pisa 4-6 settembre 2009

http://www.bfs.it/ficedl2009.htm

4 settembre (venerdì)
(h 15-19) Presentazione delle realtà partecipanti all’incontro con relazioni sulle proprie attività;
(h 19) Proiezione del documentario “Un’utopia di nome Cecilia” di Adriano Zecca;
(19,30-21) Pausa cena
(h 21,30) Spettacolo teatrale: “Il sovversivo : dedicato a Franco Serantini” seguirà un piccolo concerto di canzoni anarchiche.

5 settembre (sabato)
(h 10-13) Seminario (1° sessione): “Anarchismo, post-anarchismo e nuovi movimenti antiautoritari nella società contemporanea”. Parteciperanno: Nildo Avelino, Nico Berti, Marianne Enckell, Paolo Finzi, Vivine Garía, Pippo Guerrieri, Fotis Katevas, Tomás Ibáñez, Andrea Papi, Mimmo Pucciarelli e Massimo Varengo (etc.).
(h 13-15) Pausa pranzo
(h 15-19) Seminario (2° sessione): “Anarchismo, post-anarchismo e nuovi movimenti antiautoritari nella società contemporanea”
(h 19-21) Pausa cena
(h 21,30) Concerto di canzoni e musiche ribelli.

6 settembre (domenica)
(h 10-13) Riunione conclusiva della FICEDL

L’incontro si svolgerà presso l’edificio che ospita la Biblioteca Franco Serantini situato in Largo Concetto Marchesi (Quartiere Pisanova) – zona est della città –.

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categorie: eventi e iniziative
martedì, 11 agosto 2009

L'anarchico non ha destino

Cosa vuol dire "anarchico che non ha destino"? Semplicemente che lotta con tutto se stesso e accoglie nel suo cuore l'impresa di liberar le persone dai mille inganni della Religione Capitalista


L’ANARCHICO NON HA DESTINO


L’anarchico non ha destino

Vive il suo quotidiano confino

Lotta per quello in cui crede

 

Al capital non cede

Il sole irradia la sua speranza

Nella coraggiosa militanza

 

La via del desìo

Il lento tramestio avanza

Insorgente o gente

Contro chi vuol farvi un lavaggio della mente

 

Non lasciatevi intrigare

Dalle mire del capitale

Riflettete, meditate, agite

 

FRANCESCO ALBINO

 

 

 

 


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categorie: arte e cultura